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Come Leggere il Bilancio Condominiale​

Aggiornato il 17 Giugno 2026

Indice

  • Che cos’è il bilancio condominiale
  • Preventivo e consuntivo: la prima distinzione da capire
  • Leggere il registro di contabilità
  • Capire il riepilogo finanziario
  • La nota sintetica esplicativa
  • Come controllare le spese ordinarie
  • Come leggere le spese straordinarie
  • Capire il riparto delle spese
  • Leggere la propria posizione personale
  • Morosità e crediti del condominio
  • Fondi, riserve e accantonamenti
  • Documenti giustificativi e diritto di controllo
  • Come prepararsi all’assemblea
  • Quando il bilancio non è chiaro
  • Errori da evitare nella lettura
  • Conclusioni

Leggere il bilancio condominiale, o più correttamente il rendiconto condominiale, è una di quelle attività che molti condomini rimandano fino all’assemblea. Arriva la convocazione, insieme a una serie di fogli con numeri, tabelle, quote, saldi, conguagli e riparti, e spesso si finisce per guardare solo una cosa: quanto devo pagare? È comprensibile. Il linguaggio contabile può sembrare distante dalla vita quotidiana. Eppure quel documento racconta come sono stati usati i soldi del condominio, quali fornitori sono stati pagati, chi è in ritardo con le quote, quali fondi sono disponibili e se la gestione è davvero sotto controllo.

Il bilancio condominiale non è un semplice prospetto di spese. È lo strumento con cui l’amministratore rende conto della gestione e permette ai condomini di verificare entrate, uscite, debiti, crediti e situazione complessiva del condominio. Se lo si legge solo all’ultimo momento, magari durante un’assemblea già tesa, è facile non capire, votare senza consapevolezza o accorgersi troppo tardi di errori e incongruenze. Se invece lo si esamina con metodo, anche un condomino non esperto può capire molto.

La normativa parla di rendiconto condominiale e non di bilancio in senso societario. La differenza non è solo terminologica. Il condominio non è una società commerciale, ma una forma di gestione comune di beni e servizi. Tuttavia, anche nel condominio servono trasparenza, ordine e documenti verificabili. Il rendiconto deve essere comprensibile e deve permettere l’immediata verifica delle voci principali. Questo significa che non dovrebbe essere un insieme confuso di numeri, né un documento così sintetico da non consentire controlli.

In questa guida vedremo come leggere il bilancio condominiale, quali documenti lo compongono, come distinguere preventivo e consuntivo, come controllare le spese, come interpretare il riparto tra condomini, cosa osservare nel conto corrente, come leggere i saldi individuali e quando chiedere chiarimenti all’amministratore. L’obiettivo è pratico: aiutarti ad arrivare in assemblea con le idee chiare e con domande precise, non con un generico “i conti non mi tornano”.

Che cos’è il bilancio condominiale

Quando si parla di bilancio condominiale, nella pratica si fa riferimento al rendiconto che l’amministratore presenta all’assemblea per l’approvazione. È il documento che riepiloga la gestione di un periodo, di solito un anno. Mostra quanto è stato incassato, quanto è stato speso, quali debiti restano da pagare, quali crediti devono ancora essere recuperati e come le spese vengono ripartite tra i condomini.

Il Codice civile prevede che il rendiconto condominiale contenga le voci di entrata e di uscita e ogni altro dato relativo alla situazione patrimoniale del condominio, ai fondi disponibili e alle eventuali riserve. Deve inoltre essere composto da tre elementi fondamentali: registro di contabilità, riepilogo finanziario e nota sintetica esplicativa della gestione. Questi tre documenti non sono un lusso da amministratore particolarmente preciso. Sono la struttura minima che consente ai condomini di capire e controllare.

Il registro di contabilità racconta i movimenti in ordine cronologico. Il riepilogo finanziario mostra la situazione complessiva, cioè cosa è entrato, cosa è uscito e quali saldi restano. La nota sintetica esplicativa serve a spiegare la gestione, i rapporti in corso e le questioni pendenti. Se manca una di queste parti, o se i documenti sono incompleti, leggere il bilancio diventa molto più difficile e l’assemblea rischia di votare senza avere un quadro reale.

Preventivo e consuntivo: la prima distinzione da capire

Il primo passo per leggere bene il bilancio condominiale è distinguere il preventivo dal consuntivo. Il preventivo guarda avanti. Indica le spese previste per la gestione futura e serve a stabilire le rate che i condomini dovranno versare. Il consuntivo, invece, guarda indietro. Riepiloga le spese effettivamente sostenute e gli incassi realmente avvenuti nella gestione appena conclusa.

Se il preventivo stimava una spesa di 10.000 euro per riscaldamento, ma a fine anno la spesa effettiva è stata di 12.000 euro, il consuntivo mostrerà una differenza. Questa differenza può generare un conguaglio a carico dei condomini. Se invece le spese effettive sono state inferiori al previsto, può emergere un credito o una minore richiesta per l’anno successivo. Molte discussioni in assemblea nascono proprio perché si confondono previsioni e risultati.

Quando ricevi i documenti, quindi, cerca subito di capire quali pagine riguardano il consuntivo dell’anno chiuso e quali il preventivo dell’anno nuovo. Il consuntivo serve a verificare come sono stati gestiti i soldi già versati. Il preventivo serve a decidere quanto servirà per la gestione futura. Sono collegati, ma non sono la stessa cosa.

Un condominio ben amministrato dovrebbe presentare entrambi in modo ordinato. Se il consuntivo mostra spese cresciute, il preventivo dovrebbe tenerne conto. Se ci sono lavori programmati, il preventivo dovrebbe evidenziarli. Se ci sono morosità importanti, la gestione futura potrebbe richiedere maggiore attenzione sulla liquidità. Guardare solo la rata personale senza leggere il quadro complessivo è come controllare il conto del ristorante senza sapere cosa è stato ordinato.

Leggere il registro di contabilità

Il registro di contabilità è il diario economico del condominio. Ogni movimento dovrebbe essere annotato in ordine cronologico, con data, importo, descrizione, entrata o uscita e riferimento al pagamento o all’incasso. È il documento che permette di seguire il flusso del denaro. Non devi leggerlo come un romanzo dalla prima all’ultima riga, ma devi sapere cosa cercare.

Prima di tutto controlla se i movimenti sono comprensibili. Una descrizione come “pagamento fattura ascensore mese di marzo” è chiara. Una descrizione come “uscita varie” lo è molto meno. Naturalmente non ogni riga può contenere una spiegazione lunghissima, ma il registro deve permettere di collegare il movimento a una spesa reale e a un giustificativo. Se ci sono molte voci generiche, è legittimo chiedere chiarimenti.

Osserva poi la coerenza tra registro e conto corrente condominiale. Le somme incassate dai condomini e quelle pagate ai fornitori dovrebbero transitare sul conto del condominio. Il conto corrente dedicato è uno strumento essenziale di trasparenza. Se emergono movimenti fuori conto, pagamenti in contanti non spiegati o incassi poco chiari, bisogna chiedere spiegazioni. Non significa automaticamente che ci sia un’irregolarità, ma significa che serve maggiore documentazione.

Il registro di contabilità è utile anche per verificare il ritmo dei pagamenti. Se un fornitore viene pagato in ritardo, il condominio potrebbe rischiare solleciti, interessi o sospensione dei servizi. Se invece ci sono pagamenti anticipati o duplicati, bisogna capirne il motivo. Un errore può capitare, ma deve essere corretto e spiegato.

Capire il riepilogo finanziario

Il riepilogo finanziario è la fotografia della situazione economica del condominio alla fine della gestione. Qui dovresti trovare il saldo iniziale, le entrate, le uscite, il saldo finale, eventuali fondi disponibili, debiti verso fornitori, crediti verso condomini e altre poste rilevanti. È una parte decisiva, perché mostra se il condominio è in equilibrio o se vive tensioni di cassa.

Un saldo di conto corrente positivo non significa necessariamente che tutto vada bene. Bisogna capire se ci sono debiti ancora da pagare. Per esempio, il condominio può avere 8.000 euro sul conto, ma fatture non pagate per 15.000 euro. In quel caso la situazione reale non è tranquilla. Allo stesso modo, un saldo basso non è sempre un disastro se tutte le spese sono state pagate e le rate successive stanno per essere incassate. Il numero va letto dentro il contesto.

Controlla anche i crediti verso condomini. Se alcuni condomini non pagano le quote, il condominio può trovarsi senza liquidità anche se il bilancio teoricamente prevede entrate sufficienti. Le morosità sono un problema collettivo, perché i fornitori devono essere pagati comunque. Quando i mancati incassi diventano importanti, gli altri condomini possono subire conseguenze indirette, come richieste straordinarie, ritardi nei lavori o tensioni nei servizi.

Il riepilogo finanziario dovrebbe essere leggibile anche per chi non è contabile. Se non riesci a capire da dove arriva il saldo finale, quali debiti restano aperti o quali somme sono accantonate, chiedi spiegazioni prima dell’assemblea. Non aspettare il voto finale, quando il tempo è poco e l’attenzione di tutti è già dispersa.

La nota sintetica esplicativa

La nota sintetica esplicativa è spesso il documento più sottovalutato, ma può essere quello più utile per il condomino comune. Serve a spiegare l’andamento della gestione, i rapporti in corso e le questioni pendenti. In pratica, dovrebbe aiutare a capire ciò che le tabelle non dicono da sole. Perché una spesa è aumentata? Perché un fornitore non è stato ancora pagato? Ci sono cause in corso? Ci sono lavori deliberati ma non completati? Ci sono problemi con morosi, assicurazioni o pratiche tecniche?

Una buona nota non deve essere lunga, ma deve essere chiara. Se il bilancio mostra un aumento delle spese di manutenzione, la nota dovrebbe spiegare se ci sono stati guasti straordinari, interventi urgenti o nuovi contratti. Se esiste un fondo lavori, dovrebbe indicare a cosa serve e quanto è stato utilizzato. Se ci sono questioni legali, dovrebbe almeno segnalarle in modo comprensibile, senza violare riservatezze inutilmente.

Quando la nota manca o è ridotta a poche frasi generiche, il condomino perde una parte importante del quadro. I numeri da soli non raccontano tutto. Una fattura può indicare un importo, ma non spiega perché quel lavoro era necessario. Una voce “spese legali” può dire quanto è stato pagato, ma non chiarisce se c’è una causa ancora aperta. La nota serve proprio a collegare contabilità e realtà della gestione.

Come controllare le spese ordinarie

Le spese ordinarie sono quelle necessarie alla gestione quotidiana del condominio. Riguardano pulizia, luce scale, ascensore, manutenzione ordinaria, assicurazione, compenso dell’amministratore, giardinaggio, riscaldamento centralizzato, acqua, piccole riparazioni e servizi comuni. Per leggerle bene, non devi limitarti all’importo totale. Devi confrontarle con l’anno precedente e con il preventivo.

Se la pulizia scale costava 3.000 euro e ora costa 4.800 euro, serve capire perché. È cambiato il fornitore? Sono aumentate le frequenze? Ci sono state pulizie straordinarie? Se la manutenzione ascensore è cresciuta molto, ci sono stati guasti ripetuti? Se la bolletta elettrica delle parti comuni è salita, dipende dalle tariffe, da consumi anomali o da nuovi servizi installati?

Il confronto tra anni è uno dei metodi più semplici per leggere il bilancio. Le spese condominiali non devono essere identiche ogni anno, ma gli scostamenti importanti meritano una spiegazione. Non bisogna vedere irregolarità ovunque. A volte l’aumento è perfettamente giustificato. Ma se nessuno chiede, nessuno spiega.

Guarda anche se le fatture sono coerenti con i contratti approvati. Il compenso dell’amministratore corrisponde a quello deliberato? Il costo della manutenzione dell’ascensore è quello previsto dal contratto? L’assicurazione è stata rinnovata alle condizioni comunicate? Queste verifiche non richiedono competenze contabili, ma attenzione.

Come leggere le spese straordinarie

Le spese straordinarie riguardano interventi non ricorrenti, come rifacimento facciata, tetto, impianto elettrico, ascensore, cortile, colonne di scarico, impermeabilizzazioni o lavori rilevanti. Nel bilancio dovrebbero essere tenute distinte dalla gestione ordinaria, perché hanno natura diversa e spesso vengono ripartite con criteri specifici o finanziate tramite fondi dedicati.

Quando leggi una spesa straordinaria, verifica prima se è stata deliberata dall’assemblea. Un lavoro importante dovrebbe avere una delibera, un preventivo approvato, un incarico al fornitore e una modalità di riparto. Se trovi una spesa straordinaria che non ricordi sia stata autorizzata, chiedi chiarimenti. Possono esistere interventi urgenti che l’amministratore ha dovuto disporre per evitare danni maggiori, ma anche questi devono essere spiegati e poi riferiti all’assemblea.

Controlla poi se l’importo pagato corrisponde al preventivo o se ci sono state variazioni. Nei lavori edili è frequente che emergano imprevisti, ma gli extra devono essere documentati. La frase “sono venute fuori altre cose” non basta quando si parla di migliaia di euro. Servono fatture, stati di avanzamento, varianti, spiegazioni tecniche e approvazioni quando necessarie.

Le spese straordinarie incidono molto sui conguagli. Per questo è utile capire se sono state già interamente pagate, se esiste un fondo dedicato, se ci sono rate ancora da versare e se alcuni condomini risultano morosi proprio su quella gestione. Una gestione straordinaria poco chiara è una delle principali fonti di conflitto condominiale.

Capire il riparto delle spese

Il riparto è la parte del bilancio che interessa di più a ogni condomino, perché indica quanto ciascuno deve pagare o ha già pagato. Le spese condominiali non si dividono sempre in parti uguali. Di solito si ripartiscono secondo le tabelle millesimali o secondo criteri specifici previsti dal Codice civile, dal regolamento condominiale o da delibere valide.

Le spese generali vengono spesso ripartite in base ai millesimi di proprietà. Le spese dell’ascensore possono seguire criteri che tengono conto anche del piano. Le scale possono avere regole specifiche. Il riscaldamento centralizzato può comprendere una quota volontaria legata ai consumi e una quota involontaria o fissa, secondo la disciplina applicabile. L’acqua può essere ripartita in base ai consumi, se ci sono contatori individuali, oppure secondo altri criteri previsti.

Quando leggi il riparto, quindi, non guardare solo il totale. Controlla quale tabella è stata applicata a ogni voce. Se una spesa è stata ripartita con una tabella sbagliata, anche il totale personale può essere errato. Per esempio, una spesa che riguarda solo una scala non dovrebbe essere addebitata anche ai condomini di un’altra scala, salvo diversa previsione. Una spesa relativa a un bene utilizzato solo da alcuni condomini può richiedere un riparto separato.

Se il tuo importo è aumentato molto, cerca la voce che lo ha generato. Non basta dire “quest’anno pago troppo”. Bisogna capire se l’aumento viene da riscaldamento, acqua, lavori, morosità, conguaglio precedente o riparto straordinario. Solo così puoi fare una domanda precisa all’amministratore.

Leggere la propria posizione personale

Ogni condomino dovrebbe ricevere una situazione individuale con rate richieste, pagamenti effettuati, saldo precedente, quota di consuntivo, eventuale conguaglio e importi da versare. Questa pagina va letta con molta attenzione, perché può contenere errori pratici anche quando il bilancio generale è corretto.

Controlla se tutti i tuoi pagamenti risultano registrati. Confronta le rate indicate con le tue contabili bancarie. Se hai pagato una rata e non compare, segnala subito l’errore allegando la prova del versamento. Può trattarsi di una causale poco chiara, di un pagamento registrato su un altro nominativo o di una svista. Meglio correggere prima dell’approvazione, o comunque prima che la posizione venga considerata morosa.

Verifica anche il saldo dell’anno precedente. Se avevi un credito, è stato riportato correttamente? Se avevi un debito, è stato compensato con pagamenti successivi? I saldi iniziali sono fondamentali, perché un errore trascinato da un anno all’altro può diventare sempre più difficile da ricostruire.

Se hai acquistato o venduto l’immobile durante l’anno, la questione può essere più delicata. Bisogna distinguere tra venditore e acquirente, periodo di competenza, accordi nel rogito e regole sui rapporti con il condominio. In questi casi è utile chiedere un prospetto chiaro all’amministratore, perché il bilancio potrebbe addebitare al proprietario attuale somme maturate in periodi diversi, salvo poi regolare i rapporti tra le parti secondo gli accordi di compravendita.

Morosità e crediti del condominio

Una delle parti più importanti del bilancio riguarda i crediti verso condomini morosi. Se alcuni non pagano, il condominio può trovarsi in difficoltà anche se le spese sono state correttamente preventivate. Le morosità non sono un dettaglio privato tra amministratore e singolo condomino. Incidono sulla liquidità di tutti e possono creare problemi con fornitori, lavori e servizi.

Nel rendiconto dovrebbe essere possibile capire l’ammontare dei crediti verso condomini. Questo non significa che tutti i dati personali debbano essere diffusi senza criterio, ma l’assemblea deve poter valutare la situazione economica del condominio. Se le morosità sono elevate, bisogna chiedere quali azioni sono state intraprese per il recupero. L’amministratore ha obblighi specifici in materia di riscossione e non dovrebbe lasciare che i debiti si accumulino senza iniziative.

Attenzione anche ai crediti verso terzi, come assicurazioni, fornitori, enti o ex condomini. Se il condominio deve ricevere somme, il bilancio dovrebbe segnalarlo. Un credito vecchio, non recuperato e poco spiegato può diventare inesigibile. Anche qui la nota sintetica esplicativa dovrebbe aiutare a capire lo stato della pratica.

Fondi, riserve e accantonamenti

Il bilancio condominiale può indicare fondi disponibili, riserve o accantonamenti. Un fondo può essere creato per lavori straordinari, per spese future, per contenziosi o per esigenze specifiche deliberate dall’assemblea. Non bisogna confondere il fondo con una spesa già effettuata. Il fondo è una somma accantonata per una finalità.

Quando leggi il bilancio, verifica se il fondo esiste davvero sul piano finanziario. Se viene indicato un fondo lavori di 20.000 euro, bisogna capire se quelle somme sono effettivamente disponibili sul conto o se sono solo teoriche perché alcuni condomini non hanno versato le rate. Questa distinzione è cruciale. Un fondo deliberato ma non incassato non può pagare un’impresa.

Controlla anche l’utilizzo del fondo. Se era stato costituito per il rifacimento del tetto, è stato usato solo per quello? Se sono rimaste somme, dove sono indicate? Se il lavoro è terminato con un avanzo, l’assemblea deve decidere cosa farne. Può tenerlo per future spese, restituirlo o compensarlo, secondo le regole e le decisioni assembleari.

Documenti giustificativi e diritto di controllo

Leggere il bilancio non significa fidarsi ciecamente delle tabelle. I condomini hanno diritto di visionare i documenti giustificativi, come fatture, ricevute, estratti conto, contratti, preventivi, quietanze e documentazione collegata alla gestione. Questo controllo va esercitato con buon senso, preferibilmente prima dell’assemblea, chiedendo appuntamento o accesso secondo le modalità organizzate dall’amministratore.

Non è necessario controllare ogni singolo scontrino se non ci sono motivi di dubbio. Ma se una voce è elevata, poco chiara o molto diversa dal passato, chiedere la fattura è legittimo. Se il bilancio indica una spesa per manutenzione straordinaria, è normale voler vedere il preventivo approvato e la fattura. Se compaiono spese legali, è normale chiedere a quale pratica si riferiscano.

Il controllo deve essere ordinato. Presentarsi in assemblea pretendendo di vedere subito decine di documenti può bloccare la riunione e creare tensione. Meglio chiedere prima, esaminare con calma e poi arrivare in assemblea con osservazioni precise. Un condomino preparato è molto più efficace di un condomino arrabbiato.

Come prepararsi all’assemblea

Prima dell’assemblea, leggi il bilancio con una matita, anche se lo hai ricevuto in PDF. Segna le voci che non capisci, gli importi cambiati rispetto all’anno precedente, le spese straordinarie, il tuo saldo personale e le eventuali morosità. Cerca di trasformare ogni dubbio in una domanda specifica. Non “questo bilancio è confuso”, ma “perché la voce manutenzione impianto idrico è passata da 1.200 a 3.900 euro?” oppure “quale fattura compone la voce lavori urgenti cortile?”.

Se hai dubbi sui tuoi pagamenti, porta le contabili. Se ritieni che sia stata applicata una tabella sbagliata, porta il regolamento o la tabella corretta. Se vuoi contestare una spesa, prova a spiegare il motivo tecnico o giuridico, non solo il fastidio personale. L’assemblea funziona meglio quando le obiezioni sono documentate.

Ricorda che approvare il bilancio significa approvare la gestione contabile nei termini presentati. Se hai dubbi seri, esprimili prima del voto e chiedi che vengano verbalizzati. Se voti contro o ti astieni, fai mettere a verbale le ragioni principali. Questo può essere importante se in seguito intendi valutare un’impugnazione, nei casi e nei termini previsti dalla legge.

Quando il bilancio non è chiaro

Un bilancio può essere formalmente lungo ma sostanzialmente poco chiaro. Può contenere molte pagine, ma non spiegare davvero la situazione. Se mancano registro di contabilità, riepilogo finanziario o nota esplicativa, se non si capiscono entrate e uscite, se i saldi non tornano o se non sono indicati debiti e crediti, è legittimo chiedere integrazioni.

Non ogni imperfezione rende automaticamente invalido il bilancio. La contabilità condominiale non deve imitare in modo rigido il bilancio societario. Tuttavia, deve consentire ai condomini di verificare la gestione. Se questa verifica non è possibile, il problema è serio. Il principio da tenere a mente è la comprensibilità. Il rendiconto deve permettere a un condomino medio, con un po’ di attenzione, di capire come sono stati gestiti i soldi comuni.

Quando i dubbi sono importanti, l’assemblea può valutare la nomina di un revisore condominiale. È una figura che può controllare la contabilità e aiutare a fare chiarezza. Non serve per ogni piccolo condominio, ma può essere utile in gestioni complesse, con lavori straordinari, molte morosità, passaggi di amministratore o contestazioni ripetute.

Errori da evitare nella lettura

Il primo errore è guardare solo la propria rata. Il bilancio va letto anche nella sua dimensione complessiva, perché la salute finanziaria del condominio incide su tutti. Il secondo errore è confondere cassa e competenza. Una spesa può essere riferita a un anno anche se pagata in un altro momento, e un incasso può arrivare in ritardo rispetto alla rata prevista. Per capire bene, bisogna leggere il criterio usato e chiedere chiarimenti se non è chiaro.

Il terzo errore è pensare che ogni aumento sia sospetto. I prezzi dei servizi cambiano, i guasti capitano, i contratti si aggiornano e i lavori urgenti possono essere necessari. Il quarto errore è l’opposto: approvare tutto senza controllare. La fiducia nell’amministratore è importante, ma non elimina il diritto e il dovere di verifica.

Il quinto errore è aspettare l’assemblea per fare domande complesse. Se chiedi documenti prima, avrai risposte migliori e l’assemblea sarà più ordinata. Se sollevi tutto all’ultimo, rischi risposte affrettate o rinvii.

Conclusioni

Leggere il bilancio condominiale significa capire come sono stati gestiti i soldi comuni. Il punto di partenza è distinguere preventivo e consuntivo, poi esaminare registro di contabilità, riepilogo finanziario e nota sintetica esplicativa. Da lì si passa alle spese ordinarie, alle spese straordinarie, ai riparti, ai saldi individuali, ai fondi, alle morosità e ai documenti giustificativi. Non serve essere commercialisti per fare un controllo utile. Serve metodo. Bisogna confrontare gli importi con l’anno precedente, verificare le voci più rilevanti, controllare la propria posizione, chiedere documenti quando necessario e arrivare in assemblea con domande precise. Un bilancio chiaro aiuta tutti: condomini, amministratore e fornitori.

Il rendiconto condominiale non dovrebbe essere vissuto come un fascicolo incomprensibile da approvare in fretta. È uno strumento di trasparenza. Più i condomini imparano a leggerlo, meno spazio resta per errori, sospetti e discussioni inutili. E in condominio, dove basta poco per accendere una lite, la chiarezza dei conti è spesso la migliore forma di prevenzione.

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